lunedì 29 dicembre 2008

"Oceano mare", citazioni - 1

LIBRO PRIMO, CAPITOLO I
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quiasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera dinita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfesione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati nella sabbia. Oscilla impercettibilmente al vento che sempre soffia da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottole. Sul cavalletto, una tela.
E' come una sentinella - questo bisogna capirlo - in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invazione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere. Giacchè sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe un attimo dal diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda, per il remplice e infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiumi e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà - proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiaggia, costeggiando la risacca del mare, e riga da destra a sinistra l'ormai perduta perfezione del grande quadro consimando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere a qualche psso da lui, e poi proprio accanto a lui, dove diventa un nulla fermarsi - e, tacendo, guardare.
L'uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sé l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.
Soffia come semper il venti da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.
- Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?
Questo sembra risvegliarlo. Questo l'ha colpito. Si gira a osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
- Vi prego, non muovetevi -, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane lìombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" - ed è un pensiero che dà i brividi.
Lei si è già voltata da tempo, e già sta rimisurando l'immensa spiaggia con il matematico rosario dei suoi passi, uano il vento passa sulla tela ad asciugare uno sbuffo di luce rosea, nudo a galleggiare nel bianco. Si potrebbe stare ore a guardare quel mare, e quel cielo, e tutto quanto, ma non si potrebbe trovare nulla si quel colore. Nulla che si possa vedere.
La marea, da quelle parti, sale prima che arrivi il buio. Poco prima. L'acqua circonda l'uomo e il suo cavalletto, se li piglia, adagio ma con precisione, restano lì, l'uno e l'altro, impassibili, come un'isola in miniatura, o un relitto a due teste.
Plasson, il pittore.
Viene a prenderselo, ogni sera, una barchetta, poco prima del tramonto, che l'acqua li è già arrivata al cuore. E' così che vuole, lui. Sale sulla barchetta, ci carica il cavalletto e tutto, e si lascia riportare a casa.
La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito. Scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l'icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra. Tutto per quell'ometto e i suoi pennelli. E ora che se n'è andato, non c'è più tempo. Il buio sospende tutto. Non c'è nulla che possa, nel buio, diventare vero.


CAPITOLO II
- Cosa vedi Edel?
Nella camera della figlia, il barone sta in piedi di fronte alla parete lunga, sena finestre, e parla piano, con una dolcezza antica.
- Cosa vedi?
Tessuto di Borgogna, roba di qualità, e paesaggi come tanti, un lavoro fatto bene.
- Non sono paesaggi qualunque, Edel. O almeno, non lo sono per mia figlia.
Sua figlia.
E' una specie di mistero, ma bisogna cercare di capire, lavorando di fantasia, e dimenticare quel che sis a in modo che l'immaginazione possa vagabondare libera, correndo lontana dentro le cose fino a vedere come l'anima non è sempre siamante ma alle volte velo di seta - questo posso capirlo - immagina un velo di seta trasparente, qualunque cosa potrebbe stracciarlo, anche uno sguardo, e pensa alla mano che lo prende - una mano di donna - sì - si miove lentamente e lo stringe tra le dita, ma stringere è già troppo, lo solleva come se non fosse una mano ma un colpo di vento e lo chiude tra le dita come se non fossero dita ma... - come se non fossero dita ma pensieri. Così. Questa stanza è quella mano, e mia figlia è un velo di seta.
Sì, ho capito.
- Non voglio cascate, Edel, ma la pace di un lago, non voglio querce ma betulle, e quelle montagne in fondo devono diventare colline, e il giorno un tramonto, il vento una brezza, le città paesi, i castelli giardini. E se proprio ci devono esser dei falchi, che almeno volino, e lontano.
Si, ho capito. C'è solo una cosa: e gli uomini?
Il barone tace. Osserva tutti i personaggi dell'enorme tappezzeria, uno ad uno, come a sentire il loro parere. Passa da una parte all'altra, ma nessuno parla. C'era da aspettarselo.
- Edel, c'è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?
Se la dece essere chiesta anche Dio, questa, al momento buono.
- Non so. Ma ci proverò.
Nella bottega di Edel Trut lavorarono dei mesi con i chilometri di filo di seta che il barone fece arrivare. Lavorarono in silenzio perchè, diceva Edel, il silenzio doveva entrare nella trama del tessuto. Era un filo come gli altri, solo che non lo vedevi, ma lui c'era. Così lavoravano in silenzio.
Mesi.
Poi un giorno un carro arrivà al palazo del baroe, e sul carro c'era il capolavoro di Edel. Tre enormi rotoli di stoffa che pesavano come croci in processione. Li portarono su per la scalinata e poi lungo i corridoi e di porta in porta fino al cuore del palazzo, nella stanza che li aspettava. Fu un attimo prima che li srotolassero che il barone mormorò
- E gli uomini?
Edel sorrise.
- Se proprio ci devono essere degli uomini, che almeno volino, e lontano.

domenica 28 dicembre 2008

Rivelazioni

Ho appena scoperto che questo blog si vede meglio su Explorer che su Firefox.
Il che mi inquieta alquanto...

Tradurre, che passione

Festeggiamo il centesimo post (olè...)

Come molti di voi ben sapranno, non mi va' di scrivere post di auguri di buon Natale/anno nuovo/Pasqua/Ferragosto/ecc. sia perchè non ne sono capace (l'anno scorso avevo la scusa di aver scoperto come si dice Buon Natale in giapponese, ma quest'anno non ho carte da giocare) sia perchè sembrerei ipocrita, considerando soprattutto le poche persone che lo avrebbero letto e a cui gli auguri li avrei fatti in ogni caso di persona, sia perchè odio con tutta me stessa i luoghi comuni. Ma voglio raccontarvi lo stesso della mia avventura natalizia di quest'anno.

Per questo Natale, avevo deciso di fare la traduzione di una canzone per ogni mio cugino vista la crisi economica che ha colpito anche me (ma per colpa del regalo per il mio ragazzo)

E' stata la prima volta in vita mia che ho tradotto qualcosa al di fuori dello studio, e malgrado la fatica sono più che soddisfatta del risultato ottenuto.

Per darvi un assaggio della mia fatica, vi faccio leggere la mia traduzione di "Metropolis, pt.1: The Miracle and the Sleeper" dei Dream Theater. Spero che vi piaccia (chi volesse copincollarla sul proprio blog, mi avvisi in un commento, plis).


Metropolis, parte I: Il Miracolo e il Dormiente
Il sorriso dell'alba
arrivò all'inizio di maggio
portando un regalo dalla sua casa
La notte lasciò una lacrima
per raccontarci di paura
tristezza e dolore
che non ha mai superato

La morte è la prima danza, eterna

Non c'è più libertà
Entrambi sarete confinati in questa mente

Mi dissero che c'è un miracolo ogni giorni che vivo
Mi dissero che c'è un nuovo amore che nasce per ogni amore che muore
Mi dissero che non c'è nessuno su cui possa contare quando mi sento solo e spaventato
Mi dissero che se sogni il prossimo mondo
ti ritroverai a nuotare in un lago di fuoco

Come un bambino credevo di poter vivere senza dolore, senza tristezza
Come uomo ho scoperto che dipende tutto da me
Sto dormendo, ma sono così spaventato

Da qualche parte come la scena da un ricordo
c'è un'immagine che vale più di mille parole
che elude gli sguardi dei volti davanti a me
si nasconde e non sarà più riascoltata

L'inganno è la seconda senza fine

Il sangue freddo della città ci insegna a sopravvivere
Basta che trattieni il mio cuore nei tuoi occhi e noi resteremo vivi

La terza arriva...

Prima che le foglie siano cadute
prima che chiudiamo le porte
dovrà esserci la terza ed ultima danza
questa durerà per sempre
Metropolis guarda e sorride premurosa
ti sta riportando a casa

Potrà esserci solo
quando la lotta tra i nostri bambini sarà finita
Ora, il Miracolo ed il Dormiente sanno che la terza è l'amore

L'amore è la danza dell'eternità


(ringrazio John Petrucci per il testo e i DT per questa splendida canzone)



Ah sì: tanti auguri a tutti ;-P

sabato 13 dicembre 2008

Village People made in Japan

Dopo una giornata all'insegna della sfiga più totale, la semplice visione di questo video mi ha letteralmente cambiato l'umore.
Sono decisamente i miei nuovi idoli!!!

(Everybody says YATTA!!!)

martedì 9 dicembre 2008

Facebook

Il mondo mi dice che mi devo creare un profilo su Facebook. Il mondo mi dice che è un modo carino di ritrovare gli amici di un tempo, i compagni di scuola, gli amici delle estati passate...
Ma io che non voglio avere NESSUN CONTATTO nè con gli amici di un tempo, nè con i compagni di scuola, nè con gli amici delle estati passate (tranne qualche eccezione, ovviamente), che me lo faccio a fare un profilo su Facebook?

Mah, prima o poi succederà come quando inizialmente mi rifiutai di creare un blog. Aspetterò un po' di tempo, poi rinuncerò anche io.
Attualmente di blog ne ho ben 2, ed è in progetto anche il terzo (ma solo in progetto). Chi mi dice che non creerò anche più profili con Facebook? (sempre se è possibile...)

martedì 2 dicembre 2008

Pubblicità giapponese

...e poi mi chiedete perchè adoro i giapponesi.
Dopo una pubblicità del genere, non potete non amarli anche voi

domenica 30 novembre 2008

"Boris"

Serie TV "all'italiana", che io adoro e che non smetterò mai di consigliare a tutti, composta da due serie da 14 episodi, ognuno dei quali dura circa 25 minuti.

Ambientata del backstage di una soap opera (Gli occhi del cuore 2), con il regista Renè Ferretti, grandissimo artista costretto a produrre un prodotto che dire mediocre è dir poco per via della fretta e dei pochi soldi; l'assistente alla regia Arianna dell'Arti; il direttore della fotografia Duccio, costretto a fare una fotografia peggiore di uno spot pubblicitario "altrimenti la gente cambia canale" e per questo frustrato e tossicomane; Alessandro, lo stagista di regia, costretto a fare i lavori più umili e massacranti; Lorenzo, lo stagista di fotografia, detto "lo schiavo"; Itala, la segretaria che passa metà del tempo a farsi i fatti degli altri e l'altra metà ad ubriacarsi; Biascica, il capoelettricista, romanista fino al midollo; Stanis la Rochelle, il divo pagato più di tutta la produzione della serie messa insieme, convinto di essere il miglior attore del mondo; e Corinna, la raccomandata, pessima attrice con un pessimo carattere.
Nella seconda serie compariranno anche Cristina, figlia di un deputato, raccomandata anche lei, che sostituisce Corinna come protagonista, ma che si rivelerà essere peggiore di lei sia come persona che come attrice; e Karin, la "burina" della situazione, entrata nella serie perchè ha saputo gestire i suoi rapporti di letto (imitazione della Ferilli).

Il titolo della serie, Boris, è il nome del pesciolino rosso che Renè porta con sè sul set come mascotte portafortuna.

Nel corso della serie si alternano figure importanti come Corrado Guzzanti (nella seconda serie) che interpreta Mariano Giusti, un attore pazzo (ne "Gli occhi del cuore" interpreta il conte cattivo) il cui hobby è distruggere camerini e appiccare incendi, convinto di aver caricato in macchina Gesù Cristo sulla Roma-L'Aquila, e Padre Gabrielli, prete legato alla camorra che non ha mai tenuto una messa in vita sua, ora agente di Mariano; Massimiliano Bruno interpreta Nando Martellone, comico romano la cui battuta più famosa è "Bucio de culo!", divenuno la vena comica de "Gli occhi del cuore"; Giorgio Tirabassi interpreta Glauco, un amico di Renè, direttore di fotografia che si finge regista di successo; Margot Sikaboniy (la biondina di Un Medico in Famiglia), che interpreta la ragazza di Alessandro; Roberto Herlitzka, interpreta l'attore shakespeariano Orlando Serpentieri, costretto a interpretare Nonno Alberto nella soap per pagare alcuni debiti (il livello di bravura di Serpentieri è nettamente più alto di quello di Stanis e Corinna, perciò Renè lo invita a interpretare il suo ruolo "a cazzo di cane").
Altri personaggi abbastanza importanti, ma marginali nella storia, sono i tre sceneggiatori, visti più volte a fare di tutto (fare i giocolieri, ubriacarsi, parlare al telefono, fare il solitario al pc) fuorchè scrivere le sceneggiature. Quando li si vede effettivamente scrivere, utilizzano i tasti F1, F2 ecc. per scrivere più rapidamente le espressioni che devono assumere gli attori nelle scene (il più delle volte, il tasto scelto è F1: basito).

Boris è una critica bella e buona alla fiction italiana, ai motivi che spingono le varie case produttrici ad intraprendere tale strada e al modo in cui vengono scelti sia il cast che i "lavoratori" (macchinisti, elettricisti, truccatori, ecc.).
Gli attori sono bravissimi, in particolare Francesco Pannofino (Renè Ferretti) e Caterina Guzzanti (Arianna dell'Arti).
Battute storiche, che riecheggiano nella serie:
"Fammela un po'... a cazzo di cane" (una battuta tipica di Renè, nonchè cavallo di battaglia della serie)
"Corinna... Non mi devi rompere il cazzo!!!" (Renè, dopo che Corinna gli ha chiesto perchè deve dire una battuta piuttosto che un'altra dopo un cambio improvviso della sceneggiatura ordinato dalla produzione)
"Qui è un po' tutto troppo italiano" (Stanis, che odia la qualità degli attori italiani, avendo studiato recitazione all'estero)
"Duccio! Che faccio, smarmello?" "E smarmella!" (tipico scambio di battute tra Biascica e Duccio, in cui la parola "smarmellare" indica la completa apertura delle luci di scena, senza che si crei nessun effetto)
"Facciamoli scopare. Così, di botto, senza senso" "Genio!" (due sceneggiatori, in crisi per una scena che non riescono a scrivere, decidono di introdurre una scena d'amore tra Stanis e Corinna)
"Che culo che c'hai che sono eterosessuale. Si ero retrosessuale era tutta un'altra storia" (Biascica, riferito ad Alessandro, mentre questi lo aiuta ad installare un macchinario, mentre tutti in scena sono completamente nudi per convincere Corinna a girare la scena d'amore con Stanis).

Che altro dire? Ah sì: stanno scrivendo la sceneggiatura (vera) della terza serie, che si spera andrà in onda nella prossima primavera su Fox TV. Nel frattempo, scaricatela o aspettate che Rai Tre o La7 comprino i diritti per trasmetterla in chiaro.

sabato 29 novembre 2008

"Twilight"

Ebbene sì.
Purtroppo lo devo ammettere.
Anche io sono caduta nel pozzo di Twilight.

Ammetto di aver letteralmente divorato il libro (in 5 giorni, cosa che non facevo dai tempi di Harry Potter e l'Ordine della Fenice) e di aver visto il film da sola (gratis!!!), ma almeno non ho fatto la fine da me delle tanto odiate bimbeminkia che devono sapere vita-morte-opere-e -miracoli di tutto il cast del film e dell'autrice del libro... Sto addirittura aspettando a comprare gli altri 3 libri (sia per motivi di studio che per mancanza di pecunia), cosa che nessuna delle suddette bm avrebbe mai fatto. Almeno, io ed Edward Cullen in questo ci somigliamo: resistere alle tentazioni.
Andiamo per gradi.

Il libro.
Testo scorrevole, ma banale. Sia in quanto scontatezza della storia (classico amore impossibile) sia per i dialoghi e nel modo di scrivere, ma quest'ultimo difetto glielo lascio passare, visto che la storia è vista dagli occhi della protagonista, una ragazzina di 17 anni.
Malgrado il mio scetticismo, la storia mi ha preso, anche se non ne sono rimasta del tutto soddisfatta. Non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine nemmeno per un secondo, ma la storia non mi ha coinvolto "in toto", come succede spesso quando leggo.
Unica consolazione: almeno non ho speso un capitale per l'edizione-con-copertina-rigida.

Il film.
Pochissimi tagli rispetto al libro, qualche aggiunta giusto per dare un po' di suspance in più e arricchire le parti un po' più romantiche (sempre se così si possono definire), e qualche battutina che non fa' mai male (il modo in cui è stato rappresentato Charlie, padre "all'improvviso" che tenta di recuperare il tempo perduto con la figlia mi è piaciuto).
Mi è piaciuto anche il fatto che siano stati lasciati i "monologhi" di Bella (la protagonista, nonchè narratrice della storia).
Attori, quasi tutti azzeccati. Forse si potevano applicare un po' di più nella scelta dei compagni di scuola di Bella e in un paio di membri della famiglia Cullen, ma per il resto mi aspettavo davvero molto peggio. Solo Esme me l'aspettavo biondo platino, invece l'hanno fatta castana... Mah, poco male.

In ogni caso, sia il libro che il film li consiglio solo se non avete niente di meglio da leggere/vedere. C'è davvero molto di meglio in giro.

martedì 25 novembre 2008

Anche per quest'anno...

...novembre è passato. E più in fretta del solito!

Cioè, in realtà i giorni sono sempre gli stessi, ma quest'anno sono riuscita a sopportarlo meglio del solito. Università, studio, manifestazioni e palestra sono serviti a qualcosa.

Sperando che con il mese se ne vada via anche il raffreddore...

domenica 9 novembre 2008

Soluzione!

Adoro ascoltare musica, in qualunque momento e in qualunque luogo. Anche (e direi soprattutto) quando navigo nel web, in particolare quando "sbircio" nei vari blog. Purtroppo, però, ho la pessima abitudine di aprirne almeno una decina contemporaneamente, nelle diverse schede di Firefox.
Capita, quindi, che i suddetti blog abbiano un iPod o similia incorporati, e parta una canzone in automatico con l'apertura del blog stesso. Il problema non è tanto il singolo iPod virtuale che parte, quanto TUTTI gli iPod virtuali che si aprono contemporaneamente, mandando in stereofonia 7-8 canzoni diverse, oltre a quella che stavo ascoltando io. E quindi devo partire in quarta a cercare il blog che ha acceso questo iPod e "spegnerlo". Il più delle volte, però, è impossibile, e non riesco a capire il perchè...
Dato che non sopporto l'ascoltare una canzone che non mi va' (non che abbia qualcosa contro i gusti degli autori dei blog, anzi, il più delle volte sono in sintonia con i miei. Solo che quando non mi va' di sentire una canzone, anche se mi piace, non mi va' e basta), il più delle volte sono costretta a spegnere le casse, e rinunciare a sentire anche la "mia" canzone.

Oggi ho finalmente risolto tutti i problemi della mia vita, e non riesco ancora a capacitarmi del fatto che non abbia mai pensato ad una cosa così semplice finora (demenza senile che ritorna...): ho collegato il mio Zen alle casse e disattivato l'audio del pc!!!

Di solito, è una cosa che faccio quando ho bisogno di sentire la musica mentre studio e il pc è spento. Sì, ho uno stereo in camera, a cui potrei sia collegare lo Zen sia ascoltare cd in formato mp3, ma ha certe casse che anche a volume bassissimo si sentono i bassi per tutto il condominio (eh sì... un Signor stereo), e non posso mettere le cuffie perchè se mia madre urla e strepita dall'altra parte della casa non la sento (cosa che effettivamente non mi dispiacerebbe, ma poi dovrei stare a sentire le sue cazziate per 20 minuti buoni). Le casse del mio pc sono piccole, il che mi permette di tenere la musica ad un volume ideale, sia per mantenere la concentrazione sia per ascoltare eventuali voci.

E adesso, finalmente, posso sentire la mia musica mentre navigo su internet... Per me è davvero una conquista!


(Per la cronaca, ora come ora sto ascoltando "Fields of gold" dei Police)

venerdì 7 novembre 2008

Abbronzato o no...

...datemi della stupida, della banale, della frivola, anche della corrotta (fascino da potere?), se voltete, ma a me, Obama piace davvero tanto (fisicamente, intendo).


(Citando le parole del mio ragazzo: a me, me piace 'o niro!)

Almeno per una volta, io e Berlusconi su un paio di cose siamo d'accordo: "E' bello e giovane". Sull'abbronzato avrei qualcosa da ridire...

Ora ce l'ha fatta. Speriamo che non lo facciano fuori tanto in fretta... (perchè purtroppo il rischio c'è)

giovedì 6 novembre 2008

"Lezione Ventuno"

Avrei preferito andarlo a vedere da sola, al massimo in compagnia del mio ragazzo o dei miei migliori amici (intellettualoidi come me), dato che le uniche due cose per cui mi sono dispiaciuta vedendo questo film erano la compagnia (mio padre) e la sala dell'unico cinema di Napoli che lo trasmetteva (Santo Subito il proprietario del Modernissimo!!!): venticinque miseri posti in una sala storta (la parete dove si trovava lo schermo era obliqua in profondità) e lo schermo che poteva benissimo essere l'LCD Aquos della Sharp che sta nel salone di casa mia (ma la cosa divertente di questa sala è che vedi il lettore della pellicola - che non so come si chiama - in azione).
Ma almeno mi sono presa un posto in prima fila, mettendomi comoda come meglio potevo (allungando le gambe, accavallandole o incrociandole a seconda dei dolorini sotto alle ginocchia), abbandonando mio padre e la sua (poca) vista nella terza fila.

Il film, grazie al quale sono riuscita a vedere Baricco-Dio-in-Terra di persona, è stato a dir poco sublime. Oltre a vedere John Hurt impersonificare uno dei miei personaggi baricchiani preferiti (il Prof. Killroy), l'intero film non è altro che la trasposizione su pellicola degli scritti di Baricco. Era come se le parole scritte su carta prendessero vita, come se qualcuno leggesse ad alta voce un suo libro.
I personaggi del film parlano come i personaggi "di carta": ti catturano con le loro parole, ma questa volta anche con i loro gesti e le loro espressioni. Il mondo fantastico in cui la "lezione ventuno" del professor Killroy prende vita e il fatto che i personaggi ogni tanto parlino nella telecamera non è altri che la verificazione di una delle tecniche di scrittura favorite da Baricco: le diverse chiavi di lettura di uno stesso argomento ("City" ne è un esempio), di cui gli stessi protagonisti si fanno anche narratori.
Anche i personaggi ottocenteschi che compaiono ogni tanto sono una delle cose più geniali che abbia mai visto in un film, specialmente quelli nudi con la pelle imbianchata dalla cipria e le parrucche femminili tipiche di quell'epoca.

Anche nella pellicola, Baricco riesce a catturare la tua anima e farla perdere per quei brevi istanti in quel mondo che lui ha creato. Solo che adesso, l'argomento è più intellettuale: in poco meno di due ore, riesce a farti capire che la Nona Sinfonia di Beethoven non è questo grande capolavoro come tutti lo conosciamo. Cioè, non dice che è orribile, che fa schifo e che sarebbe stato meglio che Beethoven si fosse dato all'ippica piuttosto che alla musica, ma ti fa' ragionare sul modo in cui oggi noi tutti valutiamo l'arte e tutte le cose che ci circondano: se tutti dicono che è bella, allora lo è di sicuro. Così si viene a perdere il vero messaggio dell'arte, cioè che deve suscitare delle emozioni. Ad esempio: noi diamo per scontato che la Monna Lisa di Leonardo sia un capolavoro inestimabile, e lo diamo per scontato, ma nel momento stesso in cui ce la troviamo davanti ne restiamo fortemente delusi (non è più grande di una foto ingrandita). Io per prima lo sono stata, quando l'ho vista due anni fa al Louvre. Mi ha, anzi, lasciato un'impronta molto più marcata La Vergine delle Rocce (sempre per rimanere in tema).
Lo stesso discorso vale per la Nona.


Come ho già detto, è un film "intellettuale", di quelli che andrebbero visti almeno un paio di volte per essere capiti a fondo (purtroppo non ce l'ho fatta in tempo a vederlo la seconda volta, visto che due giorni dopo che ero andata al cinema l'avevano tolto...), ma già alla prima ti cattura.
Baricco è eccezionale anche come regista. Molte riprese e molte scene credo che siano quasi impensabili, soprattutto in un ambiente come le montagne innevate, in cui avviene quasi tutta la storia (bellissima, nella scena iniziale, la bara che viene trasportata da degli uomini che pattinano sul ghiaccio). Gli attori, anche questi, eccezionali (Noah Taylor, il protagonista, in primis).
E' un film che ritengo essere stato molto sottovalutato, almeno in Italia (come tutti i film "di qualità", che siano italiani o no). Spero tanto che all'estero abbia più successo.

Se non l'avete visto la scorsa volta, rieccovi il trailer: http://video.tiscali.it/Fandango_TV/Cinema/15751.html

"Io uccido"

Sono in preda al totale cazzeggio dovuto all'occupazione dell'Università (non ho voglia di dilungarmi particolarmente sui pro e i contro della - ormai - legge Tremonti-Gelmini, perchè credo si sia già detto fin troppo), il che mi ha consentito di approfittarne e terminare la lettura di questo libro (e cominciarne anche un altro).

Come sempre, non voglio dilungarmi sulla trama, visto che vi basterebbe cercarla su un qualunque motore di ricerca (wikipedia e similia).

A grandi linee, la storia è ben sviluppata, e se vogliamo anche intrigante. Faletti (che ho scoperto da poco essere l'attore che interpreta il prof stronzo nel film "Notte prima degli esami" XD) scrive bene, anche quando da' vita a personaggi minori, che magari compaiono in un solo capitolo: li sviluppa e ti lascia coinvolgere anche nei loro stati d'animo e nella loro personalità, scrivendo in terza persona i loro pensieri.
E' anche molto intrigante il rituale con cui l'assassino sceglie le proprie vittime, lascia indizzi e poi le uccide, lasciando come marchio la scritta "Io uccido" col sangue delle vittime.

Nota positiva: al di là della storia e al modo di scrivere (elemento per me essenziale in un libro), ci sono anche molte frasi che secondo me devono essere messe nell'albo delle citazioni famose, come queste:
  • "Sai, Nicolas, a volte, quando penso alle cose che succedono nel mondo, cose come questa, come il World Trade Center, le guerre e tutto il resto, mi viene da pensare ai dinosauri. [...] Da un sacco di tempo tutti si affannano a cercare di capire il motivo della loro estinzione. Si chiedono perché questi animali che dominavano il mondo di colpo siano scomparsi. Forse fra tutte le spiegazioni la più valida è anche la più semplice. Forse sono morti perché sono impazziti tutti quanti. Proprio come noi. Ecco cosa siamo, nient'altro che dei piccoli dinosauri. E la nostra pazzia prima o poi sarà la causa della nostra fine".
  • Alzò gli occhi verso il cielo senza nuvole. I gabbiani giravano in alto, adesso, a osservare gli uomini e a cacciare i pesci. Erano gli unici punti bianchi in quell'azzurro addirittura sfacciato. La giornata era fantastica. Da quando era iniziata tutta quella storia, sembrava che il tempo avesse deciso di non curarsi delle miserie umane e proseguire verso l'estate per conto proprio. Non una sola nube era venuta, neppure per un istante, a colpire il sole. Pareva che qualcuno, da qualche parte, avesse deciso di lasciare agli esseri umani, e solo a loro, la gestione della luce e del buio. Signori e padroni delle propie eclissi.
  • C'era una clessidra rotta nelle nebbie del suo sonno, un tempo sommerso dalla sabbia che si era sparsa nella sua memoria. Qui, nel mondo reale, quella clessidra continua a ruotare sul suo asse e nessuno la romperà mai. Andranno in frantumi le illusioni come da sempre succede, ma quell'infrangibile clessidra no, continuerà a girare all'infinito, persino quando non ci sarà più nessuno a contare il tempo che sta segnando.
  • "Silenzio assoluto. Tutto tace. Dopo un attimo di luce, stiamo di nuovo dando la caccia alle ombre. C'è la polizia di mezza Europa che sta correndo dietro alla sua stessa coda e, come diceva il commissario Hulot..." [...] "...sotto a una coda ci trovi solo un buco del culo"
Nota negativa: i personaggi principali sembrano uscire tutti dall'ultimo numero di "Depressione Oggi". Hanno tutti una storia alle spalle che dire tragica è dir poco, il che li rende poco credibili e banalizza un po' l'andamento della storia. Cioè, sembra che in ogni storia poliziesca ci sia il bisogno impellente del poliziotto dal passato tragico che bisogna compatire e ammirare per la sua volontà di andare avanti nonostante tutto.
Solito vecchio brodo, insomma, che qui viene estremizzato fino a risultare antipatico.
Per il resto, è una buona lettura, scorrevole e piacevole.

domenica 26 ottobre 2008

Sì, io sono Statanista!!!

(Le parti in giallo sono miei commenti)

Scopri anche tu quanto hai in comune con il Demionio!!! (Tratto dalla versione americana di Famiglia Cristiana)

Qui vengono elencati alcuni pericolosi segni indicanti l'allontanamento dal Signore da parte di vostro figlio.
Il Gothic conduce giovani e innocenti menti in un mondo immaginario di malvagità, oscurità e violenza. Se 5 o più delle seguenti caratteristiche sono abbinabili al vostro bambino, vi prego di aiutarlo ad allontanarsi dalle tentazioni di Satana attravarso consigli, ma anche preghiere:
  • Si veste spesso di nero Magari è in sovrappeso
  • Si mette t-shirts di bands o riferite al rock
  • Mette quantità eccessive di rossetto, smalto per unghie e make-up nero Non è Gothic, è Emo: di gran lunga più pericoloso
  • Si mette ogni tipo di strani gioielli di metallo e con simboli come: croci rovesciate, pentagrammi, pentacoli o altri simboli di Satana
  • Manifesta interesse verso tatuaggi e piercing Il mio (spero) futuro tatuaggio, "Yume no naka e" ("Nel sogno"), in realtà è un messaggio subliminale...
  • Ascolta musica gothic oppure ogni altro tipo di musica antisociale (Marilyn Manson dice di essere l'anticristo, e parla pubblicamente contro il Signore. Eliminate ogni tipo di questi album) A parte che Manson è STATO DEFINITO satanista (cosa assolutamente falsa; in più basta sentirlo parlare per 5 minuti per capire che è una persona intelligentissima), la musica, bella o brutta che sia, non è MAI antisociale, ma l'opposto.
  • Fa amicizia con altra gente che si veste, si atteggia o parla in modo eccentrico Ma tutti gli adolescenti si vestono, si atteggiano e parlano in modo eccentrico: è normale!
  • Si mostra disinteressato riguardo attività costruttive come: la Bibbia, pregare, chiesa o sport Attività moooolto costruttive... (Tranne magari lo sport)
  • Sembra molto interessato alla morte, ai vampiri, alla magia e all'occulto, alla stregoneria o qualsiasi altra cosa implichi Satana Vampiri, magia e stregoneria esistono...
  • Si droga Ritengo che il drogarsi dipenda da problemi molto più gravi e concreti dell'essere o meno gothic
  • Beve alcoolici E i genitori?
  • Ha istinti suicidi o è depresso Non è Gothic, è Emo
  • Taglia, brucia o partecipa ad ogni genere di autolesionismo Non è Gothic, è Emo
  • Si la menta di annoiarsi Ditemi quale adolescente non è annoiato e vi darò il Nobel di persona
  • Dorme troppo, o troppo poco Dorme troppo per recuperare le ore di sonno mancate per lo studio
  • E' eccessivamente sveglio durante la notte Per studiare
  • Odia il sole oppure ogni altro tipo di luce I satanisti pregano al lume di candela, quindi non odiano la luce...
  • Chiede troppa privacy E mi sembra anche giusto
  • Passa molto tempo in solitudine Per studiare...
  • Chiede tempo per stare da solo e in silenzio (questo perchè potrebbe parlare con gli spiriti malefici attraverso la meditazione) Forse hanno confuso la cosiddetta "ripetizione ad alta voce" per una seduta spiritica
  • Insiste per passare del tempo da solo con i suoi amici, senza l'accompagnamento di un adulto Quale adolescente non lo fa?
  • Non porta rispetto alle autorità, insegnanti, preti, e anziani, ma anche altri
  • Non va a scuola Quindi dovrei andare a scuola anche con la febbre a 40, altrimenti sono satanista
  • Passa molto tempo fuori casa Vi faccio il mio esempio: comincio l'università alle 9 del mattino; se mi va' bene torno a casa alle 18, altrimenti alle 20 passate, e poi, se non sono particolarmente stanca, vado in palestra. Non ho neanche il tempo di sputarmi in faccia. L'essere una brava studentessa implica il satanismo?
  • Mangia troppo o troppo poco 1) chiamate un dietologo; 2) si chiama anoressia
  • Mangia cibi gotici O.o
  • Beve sangue o manifesta interesse nel berlo (i vampiri credono che questo attiri Satana. Quest'azione è molto pericolosa e deve essere fermata immediatamente!) Quando ci si fa' male, è istintivo succhiarsi il sangue
  • Guarda la televisione via cavo o altri programmi corrotti (chiedi alla tua parrocchia per i programmi che tuo figlio dovrebbe guardare) Maria de Filippi la trasmettono via etere, e credo che sia di gran lunga più pericolosa della tv via cavo/satellitare
  • Gioca a videogames che contengono violenza oppure videogames di ruolo Io gioco a Final Fantasy, dunque sono satanista!!!
  • Usa internet eccessivamente oppure passa molto tempo sul pc Abbasso le nuove tecnologie!
  • Fa simboli satanici e/o headbanging ascoltando musica Fare headbanging è la cosa più naturale che si possa fare ascoltando qualsiasi tipo di musica
  • Balla in modo sensuale o provocatorio Il ballo E' sensuale e provocatorio
  • E' omosessuale e/o bisessuale E la Chiesa torna all'attacco...
  • S'interessa di religioni pericolose: Satanismo, Scientology, Filosofia, Paganismo, Wicca, Induismo e Busshismo Da quando in qua la Filosofia è una religione... E in più, Induismo e Buddhismo sono tra le religioni più pacifiche esistenti (altro che cristianesimo!)
  • Insodda spille, adesivi o qualsiasi altra scritta come "Sono gothic", "Sono morto", "Sono così gothic" No comment...
  • Si definisce gothic Gli emo si definiscono tali, così anche i cuozzi, i metallari (ah no, anche loro sono satanisti...), gli otaku...
Se 5 o più di queste cose vengono fatte da tuo figlio, INTERVIENI SUBITO. La cultura Gothic è pericolosa e avvicina a Satana.
Fermala in tempo!


Altro esempio di come il cattolicesimo sia deleterio per l'uomo moderno. Inoltre bisogna considerare il fatto più importante: GOTH, in tedesco, significa DIO.
E inoltre, il gotico è uno stile architettonico usato nel cattolicissimo Medioevo per la costruzione di chiese e cattedrali (Notre Dame a Parigi ne è un esempio, come anche il Duomo di Milano). Se fossero davvero sataniche, le avrebbero demolite o sconsacrate secoli fa. Invece, sono tutt'ora in "attività".

Io sono arrivata a quota 25 su 36. E voi?

Halloween senza di me

Sarà tipo la 10^ volta che copincollo quest'intervento, ma devo diffonderlo a tutti i costi (ringraziando sempre la mia amoVa che me lo ricorda ogni anno). Questo volantino, e il suo contenuto, sono VERI (come anche la poca intelligenza di chi l'ha scritto).

Eva e Matteo stanno a guardare una vetrina. Vi sono esposte delle zucche con un brutto sorriso sulla faccia.
Eva si ricorda: "Devo fare un tema su Halloween. Uh, vedi lì quel teschio?"
"Ma dai, non è vero!" Matteo rimane impassibile.
A Eva però vengono i brividi.
"Riccardo fa una festa dell'orrore. Ci vieni anche tu?"
"Vedremo. Ora devo andare a casa. Ciao!"

Halloween riempie le casse.
Articoli da scherzo, costumi da vampiro, ragnatele, scheletri... Dovrebbero far divertire... e fanno paura!
Gli affari aumentano ogni anno.

Driiin!
"Finalmente! Eva, dove sei stata tutto questo tempo?", chiede la mamma, "La cena è pronta".
"Eh sì, ho tanta fame. Ma... Dove sono le zucche che erano lì sul davanzale?"
"Stanno marcendo nella spazzatura", dice il padre.
"Nella spazzatura!?" Eva non capisce bene cosa vuole dire il papà.
Allora la mamma le proge una rivista. "E' meglio che tu legga questo articolo", dice.
Eva mette via la forchetta. Quasi non riesce ad inghiottire il boccone, leggendo cosa significa Halloween.
"E' la festa delle streghe e degli adoratori di Satana".
La pratica è antica più di 2000 anni.
Il 31 ottobre era il capodanno dei druidi celti. Essi erano sacerdoti, maghi e indovini. Non credevano nel vero Dio, ma in tanti dei e sostenevano che quella notte sarebbe venuto Samahain, il dio dei morti, per raccogliere i morti.
"Papà, allora Halloween è la festa del diavolo!" Eva era davvero scioccata.
Questa festa dall'Irlanda venne portata negli Stati Uniti da dove si diffuse in Germania, e ora anche in Italia.

Halloween è l'abbreviazione di "Sera prima di tutti i santi".
A quei tempi, i maghi mettevano delle zucche vuote, con una luce dentro, davanti alle case e gridavano "Regalo o maledizione!"
Chi non sacrificava qualcosa a Samahain veniva maledetto.

Eva mette la rivista da parte. Suo padre le spiega: "Persone travestite da spettri che supplicano di dare dolci, ricordano oggi questa usanza pagana. Dio ci dice nella Bibbia che non dobbiamo accettare i cattivi costumi dei pagani (Deuteronomio 18:9-14). Evita il male. Halloween è la notte del male. Non è vero che chi partecipa approva Satana, il nemico di Dio? Non importa se lo si fa per scherzo o sul serio".
La loro mamma ammette: "Neanche io lo sapevo. Ma da ora in poi: Halloween senza di me!"

Dio ci avverte perchè ci ama. I suoi comandamenti sono buoni.

"Hai anche letto l'usanza dei sacrifici?" chiede il padre.
Eva si fa pallida.
"Si sacrificavano anche delle persone a Satana. Venivano messe in una grande cesta e bruciate vive. Il diavolo non è solo bugiardo. Dio dice nella sua Parola, che è un assassino dall'inizio (Giovanni 8:44). Halloween è solo un suo affare, il suo scopo ancora oggi è così".

Per le streghe e per Satana, Halloween è una delle feste più importanti.

"Halloween senza di me!" questa è la chiara decisione del padre.
Eva riflette a lungo: "Non andrò alla festa mascherata!" e manda un SMS a Matteo: "Halloween senza di me!"


Halloween senza di me, e spero anche senza di te!

Ma cosa devi fare se hai disubbidito alla Legge di Dio e hai partecipato alle pratiche pagane?
Chiedi al Signore Gesù di perdonardi e non farlo più.
Gesù Cristo ti perdonerà.
Lui ti ama.
Credi in lui, e allora avrai la vera gioia che può fare a meno di divertimenti macabri.

Halloween senza di te!

(Elfriede Grotz)



Questo è un volantino della radunanza cristiana di Cellole (Caserta). La storia è stata tradotta (malissimo!!!) da un volantino della Kinder Evangelisations Bewegung, un'Unione per l'Evangelizzazione dei bambini tedeschi.

Andiamo per gradi.

La festa delle streghe e degli adoratori di Satana, la cui pratica è antica più di 2000 anni.
Intanto, le streghe sono "nate" nel Medioevo e prima dell'avvento del Cristianesimo (cioè 2000 anni fa) non esisteva nemmeno la concezione di Satana.

Halloween è l'abbreviazione di "La sera prima di tutti i santi".
Solo nella religione cristiana esistono i "santi", quindi non credo che la parola Halloween, nata molto prima del Cristianesimo, possa avere questo significato.

A quei tempi i maghi mettevano delle zucche vuote, con una luce dentro, davanti alle case e gridavano "Regalo o maledizione!"
Forse non hanno mai sentito parlare della leggenda di Jack O'Lantern, un tipo morto per decapitazione, la cui anima non poteva entrare nel regno dei morti perchè gli mancava una parte del corpo, e non potendo sostituirla con quella di un'altra persona, ha optato per una zucca. La tradizione di Halloween vuole che si mettano le zucche fuori casa per dare a Jack una testa "alternativa".
In più, il fatto che ci si travesta da zombie, streghe, scheletri o vampiri è derivato da un'altra leggenda celtica, che vuole che il 31 ottobre le anime dei morti tornino sulla terra per prendere con sè le anime dei vivi: i druidi e le persone comuni si travestivano per far credere a quelle anime di non appartenere al mondo dei vivi, così da essere lasciati in pace.
Sono superstizioni, o "credenze" se vogliamo. Ma non essendo "cristiane", allora implicano il Satanismo...

"Regalo o maledizione!"
La versione antica di "Dolcetto o scherzetto"?

La gente veniva messa in una cesta e poi bruciata viva.
A parte il fatto che è poco plausibile come cosa, questa non è altro che la travisazione del rito funebre celtico riservato agli eroi. Il corpo del defunto veniva posto in una barca di legno (la "cesta") con accanto una giovane vergine cresciuta esclusivamente per la funzione di "guida per l'aldilà", la quale appiccava il fuoco alla barca e moriva per accompagnare l'anima del defunto.
Ok, era un sacrificio umano, ma non vedo la benchemminima somiglianza con il satanismo (considerando che è una pratica di più di 2000 anni fa...)

Il 31 ottobre era il capodanno dei druidi celti.
Si spiegano anche da soli il VERO significato di Halloween...

Non credevano nel vero Dio, ma in tanti dei e sostenevano che quella notte sarebbe venuto Samahain, il dio dei morti, per raccogliere i morti.
Il "vero Dio", come lo chiamano loro, non sapevano nemmeno che esistesse, sia perchè non era ancora nato il Cristianesimo, sia perchè gli Ebrei stavano da tutt'altra parte del mondo, e non credo fosse già iniziata la diaspora... (Altro esempio del modo in cui i cattolici tengono in considerazione le altre religioni).
In più, dovete spiegarmi la relazione tra Samahain e Satana, a parte il nome... Uno è il dio dei morti (come lo è anche Ade per gli antichi greci e romani, ma dato che adesso sono cattolici, le vecchie tradizioni sono messe da parte), l'altro è il re degli Inferi, che non sappiamo nemmeno se esiste. Inferno e Aldilà (o Limbo) sono due cose distinte e separate per tutte le religioni.

(Nel volantino) Nel giorno della festa Cattolica di Ognissanti è blasfemo travestirsi da strega, accendere zucche e conformarsi ad una "tradizione" che non ci appartiene e che proviene dagli Stati Uniti d'America.
Halloween è il 31 ottobre, non il 1° novembre; in più la tradizione è celitca, quindi è più tedesca lei di tutti i tedeschi sparsi nel mondo messi insieme (compresa la tipa che ha scritto il volantino...)


Insomma, questo è uno dei tanti lampanti esempi di come la cristianità, o meglio, il cattolicesimo sia deleterio per il genere umano.

venerdì 24 ottobre 2008

Sento

Sento le lacrime che vorrebbero uscire dai miei occhi.
Sento il mio cuore che vorrebbe esplodere.
Sento la mia mente richiamare ricordi lontani.
Sento le mie dita tremare mentre cerco di scrivere quello che sento.
Sento il sapore di caffè sulle mie labbra.
Sento che il rapporto con mia madre sta peggiorando, e non mi sento per niente felice per questo.
Sento la musica dal mio mp3, anche se sentire troppa musica dalle cuffiette fa' male. Ma sento lo stesso il bisogno di perdermi nella musica.
Sento l'aria fredda della prima sera entrare nella mia stanza e penetrarmi la pelle, ma non sento il bisogno di chiudere la finestra né di mettermi una felpa.
Sento la necessità di dover cominciare a studiare.
Ogni volta che sento la sua voce, lo sento sempre più distante, e sento che un pezzo di me se ne va' via con lui.
Mi sento insicura e fragile.
Mi sento stanca.
Ma soprattutto, domani sera non me la sento proprio di subirmi la riunione familiare con 30 persone in casa...
L'avete capito perfettamente: non è un bel momento.
E non chiedetemi né cosa ho scritto, né il motivo, perchè non lo so nemmeno io.
Me lo sentivo e basta.

domenica 19 ottobre 2008

Non riesco ancora a crederci!!!

Ebbene sì.
L'ho visto. L'HO VISTO!!!
HO IL SUO AUTOGRAFO!!!
GLI HO STRETTO LA MANO!!!
Ho ascoltato la sua voce, riso alle sue battute, l'ho guardato dritto negli occhi (azzurri tendenti al grigio).
L'unica cosa che non ho fatto, malgrado abbia ripromesso più e più volte di farlo, è stato leccargli le scarpe con tutta la suola, ma cavolo! Sono più che soddisfatta.

Ok, smetto di parlare a vanvera: ho visto Alessandro Baricco!


Era a Napoli per la presentazione del suo film, "Lezione Ventuno", che non ho potuto vedere ieri con lui (sarebbe andato al cinema Modernissimo, ma io ero andata da sola alla Feltrinelli, e non so nemmeno come sia riuscita a tornare a casa), ma è un errore a cui rimedierò al più presto.
Insomma, era un'occasione che non potevo minimamente lasciarmi sfuggire, poter incontrare il mio scrittore preferito.

Sono scesa di casa con 3 ore d'anticipo, arrivando alla Feltrinelli con più di due ore d'anticipo. Ho preso posto, lasciando la giacca in prima fila, e mi sono fatta un giro per i meandri della libreria, approfittando del fatto che ero lì per comprare i libri per Letteratura Inglese II (l' "Ulisse" di Joyce e il "Tristram Shandy" di Sterne) e "Twilight" della Meyer, che mi è stato consigliato da più e più persone, anche in vista della prossima uscita del film.
Arrivata l'ora e mezza di anticipo, decido di scendere di nuovo nella sala delle conferenze, e proseguire nella lettura di "Io uccido" nell'attesa, ma l'emozione è talmente forte che a stento riesco a finire un capitolo.
Comincia anche ad arrivare gente, e inizio a chiaccherare con qualcuno.
Poi trasmettono il trailer e il making of di "Lezione Ventuno" e infine arriva lui.
Credevo che il cuore mi si sarebbe fermato, ma per fortuna riesco a resistere all'attacco cardiaco (e anche all'emicrania dovuta alla troppa aria condizionata).
Baricco è gentile, disponibile, umile e anche molto simpatico. Ha una bella parlantina ed è una persona molto colta (cosa che si evince dal modo in cui usa le parole anche quando parla, non solo quando scrive).
Unico intoppo (oltre all'emicrania che mi ha massacrato durante gli ultimi 10 minuti di conferenza, per tutto il viaggio di ritorno e per tutta la partita del Napoli): ha messo tra le 141 opere sopravvalutate (di cui parla sia nel libro "City" che in "Lezione Ventuno") ha messo anche l' "Ulisse", che io avevo sulle gambe... Spero solo che non l'abbia visto, dato che ero in prima fila!
Mi sono anche fatta firmare "Novecento", il libro grazie al quale mi sono innamorata di lui.


Avrei voluto che mi firmasse "Omero, Iliade", il mio preferito, ma quel libro, anche se si trova in casa mia, è di mio fratello, e se gli avessi chiesto una dedica sarebbe stato alquanto strano. Così sono andata sul sicuro, portando con me un libro "suo" che fosse davvero "mio".
E vi dirò, sono a dir poco soddisfatta, oltre che estremamente felice.
Non vedo davvero l'ora di andare a vedere "Lezione Ventuno" e leggere "Questa storia", il suo ultimo libro.

Intanto vi faccio vedere il trailer e una breve intervista del tg1.

giovedì 16 ottobre 2008

500 euro

Il secondo anno di università è cominciato, con tutti i suoi pro e contro (più contro che pro, tra l'occupazione contro la riforma Gelmini e corsi che si accavallano...), e a meno di una settimana dal suo inizio già sono stremata dalla stanchezza.
Ma la cosa che mi fa' andare in bestia non sono tanto i prof idioti (quello di Letteratura Inglese II in primis), i corsi che non riesco a seguire (perchè si accavallano PUNTUALMENTE con Lingua Giapponese II) o gli orari al limite dell'umano (inizio alle 9, finisco alle 17 - se mi va bene - o alle 19, SENZA PAUSA PRANZO).
Mi fa' imbestialire il fatto che per fare un corso di un mese dovrei spendere più o meno la stessa cifra che spendo per un anno di università!!!

Mi spiego: sto frequentando il mio corso di laurea per poter sperare un giorno di intraprendere la carriera di traduttrice letteraria.
A dicembre a Napoli inizierà un corso che tratta proprio di questo, che di solito si tiene a Roma, e che durerà circa un mesetto (in realtà 2, ma se si contano le vacanze di Natale e il fatto che, dopo le prime 4 lezioni, il corso di divide in 3 parti per 3 diverse lingue e che per ogni lingua il corso dura circa 3 settimane il tempo si restringe notevolmente).
L'unico problema è che è organizzato da una casa editrice, quindi è "privato". Il costo è esattamente di 500 euro. Io per un anno di studi all'università (esclusi i libri) ne spendo (o meglio, i miei spendono) 750 ALL'ANNO!!!
Non ho nemmeno il coraggio di chiederglieli questi 500 euro. E purtroppo non riesco nemmeno a trovare un quarto di lavoro (nemmeno mezzo: un quarto) per poter almeno sovvenzionare in parte le spese.

Ma perchè per poter realizzare i propri desideri si deve essere milionari??

giovedì 9 ottobre 2008

"Mamma mia!"

L'unico modo che ho per descrivere questo film è il titolo stesso: mamma mia!
La prima impressione che si ha è di un film banale con una storia altrettanto banale, ed effettivamente è così all'inizio del film. Ma a mano a mano che la storia si sviluppa, gli intrecci e le coincidenze (?) si fanno via via più divertenti e la storia assume un non so che di fantastico (grazie anche agli splendidi paesaggi dell'isoletta greca in cui è ambientato il film).

Meryl Streep è a dir poco eccezionale. Il modo in cui canta e balla a modo suo le canzoni degli Abba è accattivante (ammetto che in parecchi momenti del film mi sono scoperta a cantare sottovoce con un sorriso a 32 denti stampato sulla faccia), ma quando indossa i panni della cantante pop anni '70, con abiti (e scarpe!) dell'epoca, da' il meglio di sè.
Anche i tre "maschioni" in questione (Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgard) non sono da meno.
I momenti più esilaranti sono certamente il momento in cui vengono cantate le canzoni "Mamma mia!", "Dancing queen" (il momento più bello del film in assoluto) e "Super Trouper".
Carine anche le comparse degli stessi componenti degli Abba all'interno del film.
Direi che con questo film gli attori si siano reinventati totalmente. Non credo che per loro sia stato facile entrare in quei personaggi, anche se le parti erano abbastanza semplici. Sono tutti attori abbastanza "impegnativi", e interpretare dei ruoli così "frivoli" deve essere stata una grande avventura. In più, direi che si sono divertiti alquanto a girare questo film.

Che altro dire? Andatevelo a vedere!

domenica 28 settembre 2008

"Burn after reading - A prova di spia"

L'ho visto ieri sera, e devo dire che mi ha impressionata alquanto.
La trama, almeno nella prima metà del film, è abbastanza confusa e senza particolari sviluppi, ma nella seconda metà gli intrecci si risolvono (almeno per chi è "al di qua" dello schermo) e comincia ad esserci anche una vena comica (sempre per chi è "al di qua" dello schermo) che rende il film piacevole nella sua complicatezza.
Gli attori si dimostrano eccellenti (John Malkovich, George Clooney e Tilda Swinton in primis), e sono riuscita addirittura a sopportare Brad Pitt: primo perchè ha un ruolo che (almeno secondo me) lo rispecchia in tutto e per tutto (tutto muscoli e niente cervello), secondo perchè muore per primo.

Ammetto di essere stata scettica quando era stato deciso di andarlo a vedere, ma l'alternativa era passare un sabato sera chiusa in casa davanti allo schermo del pc; alla fine si è rivelata un'ottima scelta.
Il film è davvero piacevole, e ve lo consiglio (anche se lo ritengo uno di quelli che bisogna vedere almeno due volte per capirlo appieno). Anzi, vi consiglio di andarlo a vedere con qualcuno, perché è uno di quei film che vanno discussi a mente fresca.

Avevo un po' di tempo da pedere...




Your Famous Movie Kiss is from Spiderman



"I have always been standing in your doorway. Isn't it about time somebody saved your life?"




You Are a Winter Person



You are calm, serious, and focused.

You're the type of person who appreciates the quiet and calm.



Winter is the perfect time for you to get cozy and work on a hobby.

Summer is a bit too hectic for you. You like the dead of winter... preferably with a roaring fire inside.





You are a Brainy Girl!



Whether you're an official student or a casual learner, you enjoy hitting the books.

You know a little bit about everything, and you're always dying to know more.

For a guy to win your heart, he's got to share some of your intellectual interests.

A awesome book collection of his own doesn't hurt either!





Your Eyes Should Be Brown



Your eyes reflect: Depth and wisdom



People find you to be: Loyal, honest, and comforting



Your best trait: You are comfortable with who you are, and you don't pretend to be someone you're not



What's hidden behind your eyes: A tender heart




You Are a Goth!



You're so gothically outrageous, and you aren't afraid to flaunt it.

Whether you dress up like Robert Smith or a tragic Little Bo Peep,

chances are that you'll be parading around with the rest of the goths at Yoyogi Park on Sunday.

Don't forget your white makeup and blue lipstick! Who knows?

You may just get picked up by one of the seedy photographers.





What Your Taste in Music Says About You



Your musical tastes are intense and rebellious.

You are intelligent... but in a very unconventional way.



You are curious about the world. You love doing something new.

In fact, you enjoy taking risks and doing things most people would shy away from.



You are very physical. It's likely that you're athletic, but not into team sports.

You have the soul of an artist. Beauty and harmony are important to you.





You Are Kermit



Hi, ho! Lovable and friendly, you get along well with everyone you know.

You're a big thinker, and sometimes you over think life's problems.

Don't worry - everyone knows it's not easy being green.

Just remember, time's fun when you're having flies!

giovedì 18 settembre 2008

23/07/2008: Concerto R.E.M.

Tendendo fede al promemoria che ho scritto più di un mese fa', adesso vi parlerò del concerto dei R.E.M., che dopo la bellezza di 12 anni sono tornati a Napoli.

Premetto, però, che di tutte le canzoni che hanno suonato ne conoscevo a memoria 4 o 5 al massimo, e delle altre non conoscevo neanche il titolo (ovviamente mi sono rifatta scaricando discografia e scaletta..) ma è stato davvero un Signor Concerto.
Gli Editors (gruppo che li ha preceduti sul palco) mi hanno davvero stupito. Me li avevano descritti come "la verisione pallosa dei Radiohead", e invece erano l'esatto opposto (senza togliere nulla ai Radiohead). Incalzanti, energetici... un misto tra punk, ska e rock. Hanno davvero meritato. Qualcuno addirittura era lì solo per loro (sinceramente non li ho capiti: più di 30 euro di biglietto, almeno guardateli i R.E.M.!!!). Peccato che abbiano suonato solo per poco più di 40 minuti...
I R.E.M. hanno suonato per quasi 2 ore, e in pù sono stati puntuali: alle 21.05 erano sul palco. Scenografia spettacolare, con dei led luminosi che fungevano da maxi-schermo con vari effetti visivi.
Michael Stipe è un palcoscenico vivente: ogni canzone aveva la sua "coreografia" e lui la interpretava magistralmente (tralasciando i tentativi di spogliarello e "movimenti sexy"). Non sembrava proprio che avesse i suoi 50 anni suonati. In più ha delle mani semplicemente enormi.
Ovviamente alla fine del concerto è stato abbastanza scontato. Ha fatto gli auguri ad una ragazza
che aveva scritto su un cartellone "Today's my birthday", ha ringraziato tutti per l'affetto ed ha terminato il tutto con un "I love Naples. The last time I came, I came as a tourist, and visited the best street - probabilmente via Caracciolo -, ate the best food and enjoied the isle of Capri"... cose del genere (c'era tanta folla, non si capiva quasi niente). Scontatissimo, ma chissene!

Ma ecco il resoconto della serata.
Arrivo alle 17.40. Le mie compagne di avventura erano puntualmente in ritardo.
Ammazzo il tempo comprando la maglietta dei R.E.M. e stanto un po' al telefono col mio ragazzo. Le mie compagne finalmente arrivano, e verso le 18.30 entriamo, giusto il tempo di perdere un po' di tempo tra le varie bancarelle (Burn Energy Drink gratis, CocaCola Zero gratis, spruzzata di Autan gratis appena entrate, collane porta-cellulare di Alice gratis, cappellini e magliette della EasyJet gratis, ma soprattutto CAFFE' GRATIS!!! In compenso, birra a 5 €...), poi devidiamo di spostarci sotto al palco.



Il motto della serata era "Oh, life is bigger", il primo verso di "Losing my religion", unica canzone che avevamo appurato di sapere tutte e 3 interamente a memoria. Lo cantavamo ogni 5 minuti.
Dopo qualche minuto, arrivano gli Editors. Non c'era tantissima gente attorno a noi, così abbiamo potuto ballare e saltare come delle deficienti (l'effetto della Burn comingiava a farsi sentire). La cosa più bella, oltre alla "bellezza" del cantante e l'em-ezza del chitarrista (eh sì, purtroppo era un tantino emo...), era un ragazzino di 16 o 17 anni che stava vicino a noi e che ha suonato una air-guitar per tutta la durata del concerto degli Editors. Poi, misteriosamente, è sparito.


Finiti gli Editors (che scopriamo essere il gruppo-spalla fisso dei R.E.M.), aspettiamo qualche minuto e decidiamo di andarci a sedere sull'erba. Nemmeno il tempo di girarci che rinunciamo: notiamo una folla a dir poco immensa che si stava avvicinando al palco, e decidiamo di non muoverci da dov'eravamo (avevamo trovato un buon posto, centrale e abbastanza vicino al palco, e attorno a noi c'erano persone di più di 30 anni, quindi tranquillissimo).
Alle 21.05 si spengono le luci e si accendono i led/schermi giganti. Con una puntualità assurda, i R.E.M. cominciano a suonare e da quel momento non si è capito più nulla. Urla, battiti di mani, salti, qualche pogata quando Stipe si è avvicinato alle transenne (permettendoci di avanzare di qualche metro e allontanarci dal solito armadio di 2 metri che si piazza davanti a te), foto sceme e totalmente inutili di noi tre e, sopra ogni cosa, l'Amabile Contessa Carlotta, una bottiglia di vino che ha contribuito al nostro delirio.
Tenendo fede al nostro motto, quando hanno suonato "Losing my religion non abbiamo davvero capito più niente.



Alla fine del concerto, siamo andate alla ricerca del pezzo di collana che avevo perso e che ho misteriosamente ritrovato, abbiamo perso qualche minuto al bagno per tornare a sembrare decenti dopo aver urlato e sudato come delle invasate e terminato il tutto con una rapida seduta sull'erba (quella che avevamo intenzione di fare dopo gli Editors).
Insomma, davvero una gran bella serata.

Decisione blogghistica

Ho notato che questo mio blogghino è un po' "vuoto".
Non nel senso di post, ma nel senso proprio di contenuti... Cioè, a parte qualche delirio momentaneo da vita universitaria, qualche video, innumerevoli test e demenza senile (a 20 anni!!!) a più non posso, non ci ho messo niente di effettivamente "costruttivo"...

Ok, al di là del promemoria che ho scritto (dimenticandomene completamente, tralaltro...) (vedi alla voce: "Demenza senile"), ho deciso che comincerò a parlare anche di film, libri e fumetti. Magari facendo una sottospecie di recensione, o comunque qualcosa di simile. Magari stimolerò la vostra curiosità, e vi deciderete anche a leggere qualche manga (Mente Malvagia Mode: ON!).



Vabè, vado a vedere la partita del Napoli per la Uefa... Stanotte leggerò l'ultimo numero di "Death Note" e domani per la prima volta da luglio non mi sveglierò prima delle 11.

mercoledì 17 settembre 2008

Ciuri ciuri ciuriti tuttu l'anno (si scrive così?)

I am a Violet



You have a shy personality. You tend to hesitate before trying new things or meeting new people. But once people get to know you, you open up and show the world what you are really all about.


(Traducete voi perchè ora mi scoccio...)


"The dark eternal night"

Certo, non sarà la loro migliore canzone ("Metropolis, Pt.1" detiene l'oro da 16 anni, seguita a ruota da "Octavarium" e "A change of seasons") (tutte canzoni mooolto brevi XD), ma cavolo se spaccano!

Video In-Studio, con tutti e 4 (5 contando LaBrie, che però non da' il meglio di sè) che battono le dita (e i piedi e le bacchette) sui loro strumenti come dei forsennati.
Alla faccia di chi dice che sono peggiorati...

Sì, va bene, "Systematic Chaos" non mi piace troppo, ma dopo più di 20 anni non credo possiamo pretendere troppo, no? E poi, tecnicamente parlando, sono sempre dei mostri.

martedì 16 settembre 2008

Goodbye Blue Sky

(Sì, lo so che non l'ha scritta lui, ma è l'unica citazione Pink-Floyd-iana che mi viene in mente per esprimere quello che provo ora).

Ieri è morto Richard Wright, una parte importante della musica, che non tornerà mai più.
Forse sarò un po' ipocrita, visto che sono relativamente da poco una fan dei Pink Floyd, anche se li conosco da quando avevo 6 o 7 anni (avere la stanza accando a quella di un chitarrista/tastierista - mio fratello - ha dato i suoi frutti...), ma sento di dover interrompere per qualche istante il mio studio, anche se domani ho un esame importante, e dedicargli un piccolo angolo del mio blog.



And I am not frightened of dying. Any time will do, I don't mind
Why should I be frightened of dying? There's no reason for it, you've gotta go sometime
I never said I was frightened of dying
(The Great Gig in the Sky)


Remember when you were young,
You shone like the sun
Shine on, you crazy diamond!
Now there's a look in your eyes,
Like black holes in the sky
Shine on, you crazy diamond!
(Shine on, you crazy diamond)


And if the band you're in starts playing different tunes,
I'll see you on the dark side of the moon
(Brain Damage)